Chi è?

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Una Ricerca senza confini, libera da pregiudizi,
che trova nella risonanza e comunicazione
tra discipline convenzionali e non convenzionali
l’occasione dell’alleanza terapeutica.

Il dottor Maurizio Grandi è oncologo e immunologo.  Specialista in Oncologia Clinica all’Università di Torino, Specialista in Immuno-Ematologia presso l’Università di Ferrara. Si è perfezionato in Bioetica, (Università di Milano) in Fitoterapia presso l’I.P.I. di Bruxelles.

Ha una lunga esperienza come docente presso università italiane ed estere.

Il dottor Maurizio Grandi si è occupato sin dall’inizio della sua formazione di ricerca in ambito oncologico. A questa affianca una profonda conoscenza della fitoterapia e dell’etnomedicina.

Presso il Poliambulatorio La Torre l’oncologo e immunoematologo Maurizio Grandi si occupa di Malati affetti da neoplasie, malattie autoimmuni, virali e ambientali mettendo al centro i bisogni e le idee dei pazienti. La terapia del dottor Grandi non è alternativa alle cure moderne nell’approccio alle malattie ad alto impatto sociale. Ciò che viene proposto è piuttosto un’alleanza fra diversi approcci terapeutici (fitoterapia, etnofarmacologia e medicina moderna), ove possibile e necessaria, che possa permettere al paziente di ritrovare un’integrità perduta.

Maurizio Grandi:

“Il medico ha di fronte a sé un essere umano: il corpo, la psiche, che spesso non trovano più connessione nel flusso travolgente di sentimenti contrastanti. La sua capacità di attenzione, comprensione, compassione è fondamentale per stabilire una comunicazione adeguata con il malato e i suoi familiari, per controllare meglio ansia e depressione, migliorando la qualità della vita – spiega Grandi citando le parole del suo libro “Dal segno al senso” – Sul piano emozionale e del vissuto di identità, reazioni positive possono sostenere il sentimento di fiducia nel proprio corpo e nelle proprie capacità di guarigione; mantenere un livello favorevole di sicurezza di sé, di autostima; il coraggio di vedere nell’esperienza che si ha di fronte la possibilità di nuovi equilibri e significati di vita (empowerment); mantenere viva la creatività della persona per quanto riguarda la progettazione della propria vita e la valorizzazione dell’affettività e della socialità”.
La Stampa https://www.lastampa.it/2012/02/21/scienza/benessere/salute/un-medico-torinese-racconta-come-combatte-i-tumori-DvDgDZQchECvJNhBFWDPVM/pagina.html

 

Maurizio Grandi

Una Vita
24.06.2017
65° compleanno

Tempo di mietitura (Krisis) il momento conclusivo della raccolta del grano maturo, il momento culminante di un evento vitale come la mietitura, come l’adolescenza, la  “crisi puberale”. Oggi, per me è il tempo di guardare al presente del futuro (l’attesa).
Per lanciare progetti inter-istituzionali ed interdisciplinari, con ricadute alla Comunità.
La Torre sogna nuovi possibili orizzonti per la Salute, intesa come sereno svolgimento dell’esistenza nella sua pienezza e come bene primario da distribuire equamente, innovazione, nuovi prodotti e processi per un Futuro sostenibile. Si propone come incubatore multi-disciplinare aperto, nell’accoglienza a giovani e senior che vogliono esplorare l’innovazione sociale nella ricerca, la frontiera. Nuovi orizzonti da radici antiche: quella cultura che molti secoli fa gettò le basi di una civiltà in grado di consegnarci un patrimonio, tanto ricco da sembrare inesauribile, di suggestioni da cui si continua a rimanere affascinati e sulle quali non si finisce mai di dire quanto è possibile dire. Liberati dalle apparenze, svincolati per risalire faticosamente verso una verità possibile. E, contemplata l’incomparabile bellezza del vero, l’impegno di educare i nuovi nati. La libertà non è dicibile né comunicabile a priori, nei suoi contenuti. Non può essere compresa per ciò che rappresenta e produce, se non nell’atto stesso in cui la si compie e se ne esperiscono, gli effetti. L’oscurantismo contemporaneo rimanda ad un’egemonia multiforme :
1. egemonia della tecno-scienza. Divisione tra quelli che sanno e quelli che non sanno come un tempo, ma “un tempo”, nella vita quotidiana, il rapporto si invertiva : il sapiente necessitava dal contadino o dall’artigiano che detenevano le abilità alla sua sussistenza.
Il rapporto non si inverte più: il consumatore è interamente dipendente da un sistema in cui i meccanismi sono conosciuti solamente da un piccolo numero di specialisti, e ogni specialista conosce solamente una parte del sistema.

2. egemonia dell’informazione.
Il fatto non è una notizia. Un fatto diventa una notizia solo quando un informatore informa un informato. Oggi, a causa della digitalizzazione generalizzata, l’informatore e l’informato sono considerati come informazione. Il fatto e la notizia si scambiano i ruoli : un fatto esiste solo nella misura in cui appare sui nostri schermi.

3. egemonia della merce.
I meccanismi dello scambio commerciale, la creazione monetaria, le macchinazioni finanziarie, l’equivalenza forzosa tra tipi di lavori e di prodotti molto diversi tra di loro e i prezzi e le tariffe, sono incomprensibili per la maggioranza. Cosa resta del “carattere mistico” della merce? Attraverso la mercificazione, i valori d’uso, qualità differenti, diventano valori di scambio, quantità differenti, omogeneizzate da quell’unità di valore universale che è il denaro. Rapporto sociale nascosto, per non far leggere violenza dei metodi di produzione apparirebbe alla luce del sole. Uomo del Medioevo se ne sarebbe accorto: L’economia era familiare e agraria e la merce aveva solo un ruolo secondario nella sua sussistenza.

La Medicina del Futuro a 4 P : preventiva, predittiva, personalizzata, partecipativa (l’empatia), con le radici della terra e dell’esperienza, la tecnologia di avanguardia (lo strumento) e le ali per volare in libertà, verso un orizzonte infinito e, come tale, indefinito (la speranza). E’ tempo di raccogliere, conservare i Semi per l’autunno nella Terra arata :  vi ripropongo un seme, lanciato al momento del Giubileo, ultimo capitolo del mio libro su Fede e Scienza.
…un seme…
Per qualcosa che potrebbe maturare, per ampliare l’universo ancora da scoprire e inventare, dentro di noi. Ogni esperienza della coscienza è potenzialità nascente, forma cangiante che vive il momento nella sua pienezza, e tramanda il concetto. E il concetto diventa legge, intesa come comprensione di quanto ci lega. Il fatto, apparentemente isolato, l’incommensurabile acquisisce significato. Viviamo in un mondo sempre più complesso: per evolvere occorre trovare, costruire una coscienza collettiva, che dia la luce del cammino. Legare la memoria del passato, integrata con il presente, alla consapevolezza di un’appartenenza comune significa diventare quello che esiste come tale. L’evoluzione,l’allargamento della Vita, del pensiero, la responsabilità che sotto intende la libertà. Se la coscienza che diventa comprensione (e non solo conoscenza) del Sé, cresce, aumenta la nostra responsabilità. alla cerca di un’entità irriducibile che tutto include e tutto comprende. Il senso del seme potrebbe essere l’impegno a far crescere la coscienza in quanto tale: coscienza “reale”, perché esiste senza bisogno di un’osservatore, capace di generare la luce. Irriducibile a singole parti perché solo il tutto è responsabile: libero arbitrio. Tempi diversi, con lo stesso destino. Quanto l’Uomo in cammino li ha percepiti e accolti? In tanti abbiamo riversato tempo, energia, anima, desideri, sogni, scommesse per la vita, cercando di scoprirne la differenza, la diseguaglianza, cercando in qualsiasi modo – che non è “ogni modo” – l’armonia e la pace che sconfiggono la sofferenza. Von Herzen zu Herzen gehen: “dal cuore giungere al cuore”, perché solo nella condivisione è la vita. Siamo cambiati: nessuno è per due volte la stessa persona; viviamo il presente, cercando attraverso l’empatia di comunicarlo all’Altro. Forme antiche, forme recenti che restano nell’unità la nostra identità, la nostra integrità.

«Tutto è possibile, salvo quello che pensiamo possa non esserlo.» (Anassimandro)
«Mira alla luna e, se la manchi, sarai pur sempre fra le stelle.»

Il presente del futuro : l’attesa è diventata il presente del presente : la visione.
Da Ongood http://ongood.eu/evidenza/una-vita/

C.V.